giovedì 27 aprile 2017

Recensione
Il nostro amore è per sempre di James Patterson

⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀ Buongiorno! (: questa mattina voglio lasciarvi il mio pensiero su Il nostro amore è per sempre di James Patterson, il famosissimo autore di thriller, e la ghostwriter di numerosi romanzi YA, Emily Raymond. È un libro che alcuni hanno amato e molti hanno odiato. Io, alla fine, sono rimasta soddisfatta :D


IL NOSTRO AMORE È PER SEMPRE
di JAMES PATTERSON con Emily Raymond
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Editore: TEA
Genere: Narrativa YA
Pagine: 264
Data di pubblicazione: 5 Giugno 2014
Lingua: Italiano
Acquista su: Amazon | Kobo | iBooks | Google Play
Riconoscimenti: Top Favorites



Axi Moore è una "brava ragazza": studia, è riservata e non dice a nessuno che il suo desiderio più grande è scappare da tutto. L'unica persona con cui si confida è Robinson, il suo migliore amico, di cui, anche se non lo ammetterebbe per nulla al mondo, è anche pazzamente innamorata. Senza di lui non avrebbe senso fare quel che sta per fare: partire per un viaggio on the road. Di nascosto dal padre, abbandonando la scuola a poche settimane dagli esami. Solo Robinson può capire veramente il senso di questa esperienza. E con Robinson il viaggio si trasforma in una grande avventura, al suono delle musiche che amano, alla luce delle strade che percorrono, al ritmo dei loro cuori che battono. Un'avventura che sfugge a ogni regola e anche al loro controllo...


IL MIO PENSIERO

Sono incappata in una giornata hashtag su un gruppo letterario di FB. Il tema era #Unlibroterrificante e una lettrice ha postato questo, dicendo che c'è un segreto che esplode all'improvviso alla fine del libro e lascia il lettore in una valle di lacrime. Quindi questo libro era decisamente una delle letture che cercavo! Non ci ho pensato due volte e l'ho preso nell'ipermercato in cui lo vedevo sempre. Tutta contenta, ho iniziato a leggerlo...
E mi sono ritrovata davanti qualcosa di diverso da quello che mi aspettavo.

Se in un primo momento l'età dei protagonisti mi ha fatto storcere il naso (16 e 17 anni), poi mi sono detta: «Ma sì, dai, due pischelli, ci può stare, non è una tragedia». Cioè, un po' lo era, visto che mi aspettavo LA TRAGEDIA e l'idea che ad affrontarla fossero due ragazzini... be', non era delle più entusiasmanti.
Posso essere onesta? Non è che il libro mi sia piaciuto parecchio :/ Ammetto senza problemi di aver sfogliato e sfogliato, perché prima di tutto non sono stata minimamente rapita dalla scrittura. L'ho sentita parecchio distante, non mi ha fatto entrare in contatto con i personaggi. Avrei voluto che fosse un po' più poetica, passatemi il termine, perché quando narri questo tipo di storie devi saper dire certe cose in modo... come posso dire... diverso. Invece era tutto molto... scolastico, diciamo. Il secondo motivo è stato il fatto che non me ne fregasse assolutamente nulla delle tappe del loro viaggio on the road.

Mi interessavano Axi e Robinson.
Fine.

Ma ho avuto ciò che volevo solo al termine del romanzo, quando i sentimenti sono esplosi dalle pagine e, sbam!, mi hanno schiaffeggiato senza pietà. HO SENTITO TUTTO. Probabilmente ho percepito le ultime pagine in modo così forte perché so bene come sono quei momenti nella realtà, ma è questo il bello dei libri, ritrovarsi in essi, anche in una sola scena. È stato allora che ho rivalutato l'intero romanzo, perché ho compreso la ragione dello stile di scrittura poco emozionale e più adolescenziale.
Vorrei che Axi fosse reale, e forse lo è. Vorrei incontrarla per dirle che lo ha fatto bene – non benissimo, ma non importa assolutamente nulla. Vorrei dirle che è riuscita a farmi commuovere e che non è cosa da poco, per me. Vuol dire che mi ha dato qualcosa che in pochi sanno fare, perché io non sono una che piange quando legge.
Vorrei dire a Robinson che confermo, ci ha messo dentro un sacco di parole che neppure io ho capito (LOL!) e una valanga di metafore strampalate e roba simile. Vorrei dirgli che io non so come avrei reagito e forse lo avrei deluso. O forse avrei accettato anch'io, non lo so. Sicuramente avrei agito come lui.
Vorrei dirgli che, ma sì, scappiamo e vediamo come va a finire.
L'importante è stare con la persona che amiamo.
«Mi manchi già», disse sottovoce Robinson.
«Sono qui», sussurrai. «Ci sarò sempre.»
«Ma io no.»

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